Scoprire la storia della pietra runica di Kensington con Artec Eva e Space Spider

04/04/2019

Per più di un secolo gli storici e gli scienziati hanno discusso di quando e come i Vichinghi siano giunti in America. Uno degli elementi chiave in questo dibattito è sicuramente la pietra runica Kensington, un monolite da 92 chili riportato alla luce da un agricoltore del Minnesota nel 1898. Ricoperto di (almeno apparentemente) antiche rune scandinave, nel caso se ne dimostrasse l'autenticità, questo artefatto potrebbe cambiare la storia americana come la conosciamo.

Due noti archeologi, Blue Nelson e Mike Arbuthnot, ospiti del famoso show televisivo America's Lost Vikings, hanno deciso di darle un'occhiata più da vicino.

"Da quando la pietra runica fu scoperta per la prima volta nel 1898, gli scienziati si sono divisi, incerti se le incisioni abbiano effettivamente 650 anni", ha detto Nelson.

È noto che i Vichinghi attraversarono l'Atlantico e si stabilirono, almeno per un periodo, sulla costa di Terranova, a L'Anse aux Meadows, intorno all'anno 1000. Ma la distanza dall'insediamento a Kensington, nel Minnesota, dove la pietra runica è stata trovata avvolta dalle radici di un albero di pioppo tremulo, è di 1.800 miglia. Se i vichinghi si siano spinti così lontano, e in che modo, è un'altro mistero.

I critici della pietra runica suggeriscono che fu Olof Ohman stesso, il contadino del Minnesota, a scolpire e seppellire la pietra, sperando di ingannare tutti facendo credere che la sua contraffazione fosse un reperto autentico.

La pietra runica è composta da due diversi tipi di pietra, un minerale più duro, detto grovacca, e uno più tenero, calcite bianca. La prima considerazione di Blue Nelson nel dare un'occhiata più da vicino alla pietra, trovata a faccia in giù in un terreno umido dove giaceva da più di sei secoli, è stata che le rune scolpite nella calcite più morbida avrebbero dovuto mostrare un degrado maggiore.

Ma un esame della pietra con una semplice lente d'ingrandimento non avrebbe dato loro alcuna risposta. Avevano bisogno di misurare con precisione la profondità e la forma degli intagli, solo allora non ci sarebbero stati più dubbi. Ecco quando si sono affidati alla scansione 3D.

La scansione 3D si è dimostrata molte volte un valido aiuto nel campo dell'archeologia. Non solo ci permette di osservare più in profondità e molto più chiaramente i manufatti nel dettaglio ma, dato che tutto viene catturato digitalmente e trasformato in modelli 3D altamente dinamici, gli archeologi sono anche in grado di condividere copie digitali degli artefatti, archiviarli per future ricerche e stampa 3D in una varietà di materiali, anche in versioni miniaturizzate o ingrandite dell'originale.

Gli specialisti di Laser Design sono stati chiamati a fornire il loro aiuto esperto per la scansione, portando con sé gli scanner 3D a colori palmari Artec Eva e Artec Space Spider. La pietra runica di Kensington era già stata scansionata in 3D precedentemente, ma mai con il livello di dettaglio fornito dagli scanner Artec. Eva vanta un'accuratezza di punto fino a 0,1 mm, mentre Space Spider offre addirittura 0,05 mm.

Kevin Shain di Laser Design ha aiutato ad eseguire la scansione, fornendo a Nelson e Arbuthnot un corso accelerato di 10 minuti su come eseguirla. È stato abbastanza per far partire il processo. Solo pochi minuti e stavano già scansionando come rodati professionisti.

"Gli scanner Artec sono i più facili che abbia mai imparato ad usare, e i nuovi utenti, di tutti i livelli di abilità, possono capire cosa fare e perché molto rapidamente", ha affermato Shain.

"È incredibile ..." disse Nelson, "... assolutamente non invasivo." "Questo sarà il modello 3D con la risoluzione più alta della pietra runica di Kensington mai prodotto".

Mentre scansionavano la pietra runica, osservavano le immagini a colori estremamente dettagliate delle antiche rune prendere vita sullo schermo in tempo reale.

L'intera scansione è stata completata in meno di un'ora. Per prima cosa, Eva è stato utilizzato per una "prima passata" del dettaglio dei colori della pietra. Quindi, per garantire il massimo livello di dettaglio, si è usato Space Spider sulle singole rune. Anche se Space Spider viene normalmente utilizzato per oggetti più piccoli, le grandi dimensioni della pietra runica (76 × 41 × 15 cm) non hanno costituito un problema per lo scanner portatile, che, insieme alla scansione di Eva, ha catturato facilmente tutti i dati in meno di un'ora.

"La quantità di dettagli che puoi ottenere con quell'arnese è incredibile", ha detto Nelson, guardando l'anteprima.

La post-elaborazione delle scansioni è stata eseguita in Artec Studio e ha impiegato meno di un'ora per i risultati cromatici iniziali. Le scansioni finali ad alta risoluzione sono state completate in quattro ore, con il tempo extra necessario per garantire che il modello 3D fosse una copia digitale perfetta della pietra runica di Kensington.

L'esperto di scansione 3D di Laser Design, Kevin Shain, ha così descritto la post-elaborazione: "Avendo un solo giorno con la pietra runica a disposizione, avevo bisogno di lavorare velocemente e con precisione. Dopo la scansione, ho allineato insieme i set di dati di Eva, ho effettuato qualche outlier removal, quindi ho finito con una sharp fusion. Successivamente, ho combinato i dati con quelli ad altissima risoluzione di Space Spider . "

"I dati di Space Spider e EVA coincidevano perfettamente. Ho eseguito un ultima registrazione globale sul tutto, seguita da una outlier removal, e infine dalla sharp fusion. Il risultato è stato un modello 3D completo e ad alta risoluzione della pietra runica di Kensington."

Una volta ricevuto il modello, gli archeologi hanno eseguito un esame trasversale delle rune individuali, confrontando quelle nella calcite tenera con le stesse lettere scolpite nella grovacca dura.

Hanno scelto di concentrarsi sulla lettera V. Nella calcite tenera, il danno arrecato dagli agenti atmosferici era così significativo che la lettera sembrava essere più simile a una U. E le rune di calcite in generale erano il 25% meno profonde di quelle della grovacca.

"Il 25% è quello che ti aspetteresti da circa 130 anni di usura", ha detto Blue Nelson, esprimendo il suo dubbio sul fatto che la pietra sia rimasta effettivamente a faccia in giù nella terra umida per gli ultimi 650 anni.

Ma Mike Arbuth era di un altro parere, "Come fai a sapere qual è il livello di corrosione di oltre 125 anni? Diamo per buono che questa storia sia vera."

Quindi hanno concordato di non essere d'accordo. Anche se, grazie alla scansione 3D, il contrasto tra le incisioni della pietra runica era evidente, non bastava per risolvere il mistero. Erano necessarie ulteriori prove.

Il resto dell'episodio è dedicato alla ricerca di queste prove, per ricreare parte del presupposto viaggio dei Vichinghi nel Minnesota, remando su una piccola barca vichinga sul fiume St. Louis, e facendo visita a un esperto intagliatore di pietre, per vedere se sia possibile per una persona comune scolpire una simile pietra runica.

Per saperne di più, sintonizzati per vedere il programma qui:

https://www.sciencechannel.com/tv-shows/americas-lost-vikings/

(episodio 4, Ghosts of the Great Lakes)

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