La scansione 3D con Artec arricchisce l’esperienza educativa al Mid-Pacific Institute

22/06/2016

Come ravvivare un corso di storia e coinvolgere maggiormente gli studenti? Gli scanner 3D Artec utilizzati da insegnanti hawaiani.

Mid-Pacific Institute è una scuola privata per studenti di età da prescolare alla maturità di Honolulu, nelle Hawaii, e ha una ricca tradizione di innovazione e programmi di tecnologia immersiva. Per rendere l’apprendimento divertente, gli insegnanti utilizzano apparecchiature allo stato dell'arte, esponendo studenti alla realtà virtuale, a scansione e stampa 3D e ad altre tecnologie.

Fra i corsi offerti dalla scuola c’è un nuovo tipo di corso di storia, Museum Studies, introdotto dopo l’acquisto degli scanner 3D Artec Eva e Spider.

“In passato non abbiamo mai offerto questo tipo di corso”, spiega Tony Johansen, esperto di tecnologia alla Mid-Pacific. “Continuavamo a offrire conservazione storica (Historical Preservation), un corso incentrato sulla scansione 3D LiDAR di grandi oggetti. Ma questa tecnologia non approfondisce i dettagli degli oggetti più piccoli come descritto in questo corso. Inoltre, l’utilizzo degli scanner Artec riduce il tempo di scansione e di elaborazione”.

Durante il corso, gli studenti visitano siti storici e musei per effettuare scansioni 3D di oggetti, quindi li elaborano e talvolta postano modelli 3D su Sketchfab.com. Normalmente lavorano in gruppi di due o tre. Uno studente scansiona l’oggetto, un altro regge il portatile, mentre un terzo controlla la raccolta dei dati. Quindi cambiano attività, salvano le scansioni e passano l’apparecchiatura a un altro gruppo per scansionare il prossimo oggetto. Gli studenti hanno a disposizione un paio di settimane per finire i progetti di scansione sul campus e fare ricerca sul contesto storico e la pertinenza culturale di ciò che hanno scansionato.

Gli studenti normalmente lavorano in gruppi di due o tre. Uno scansiona l’oggetto, un altro regge il portatile, mentre un terzo controlla la raccolta dei dati.

“Usiamo Editor per ripulire e lo strumento Align, poi Rough Registration e gli strumenti Fast Fusion per fornire il mesh agli oggetti”, spiega Tony Johansen. “Quindi utilizziamo Small Object Filter, Hole Filling, Editor, e Mesh Simplification secondo la necessità. Infine, testurizziamo ed esportiamo il modello”.

Gli studenti mettono il modello in Meshlab per verificare di averlo esportato correttamente e talvolta lo semplificano per adattarlo meglio su Sketchfab, dove i progetti finiti possono essere pubblicati, accompagnati da note.

Questo Buddha seduto è stato scansionato con Artec Spider durante un viaggio all’Honolulu Museum of Art. Datato al II e III secolo DC, la statua rappresenta una delle prime immagini di Buddha Shakyamuni, che si diceva proibisse ai suoi seguaci di adorarne l’immagine.

Modello 3D di Buddha seduto, realizzato con Artec Spider.

Il corso di scansione consente agli studenti di approfondire le proprie conoscenze sui reperti e sul loro significato, oltre che interagire più da vicino con i curatori del museo, che spesso consigliano di lavorare con gli oggetti che non sono in esposizione e ai quali i visitatori non hanno accesso. L’integrazione della tecnologia 3D in classe incoraggia gli studenti a creare contenuto utilizzabile per realizzare in classe presentazioni più stimolanti, coinvolgendoli nella conservazione di reperti di valore inestimabile.

Gli studenti sembrano essere entusiasti di utilizzare scanner 3D in classe. Ecco le loro impressioni:

James Marchant (ultimo anno di liceo):

Appena ricevuti gli scanner, ho pensato che non fosse altro che un dispositivo portatile che produceva tante luci intermittenti. Però, dopo aver realizzato la prima scansione, ho capito che questo dispositivo sarebbe stato il modo nuovo di conservare la storia. Non solo è possibile ottenere una copia perfetta dell’oggetto, ma anche postarlo e mostrare questi pezzi di storia a persone in tutto il mondo. Anche il processo di realizzazione della scansione sul computer è semplice. È letteralmente questione di pochi clic. Una volta capito come funziona il programma, è facile scansionare, caricare, eliminare gli scarti (le parti in eccesso non necessarie alla scansione) e lasciare che il programma faccia il resto. Il dispositivo potrebbe anche ovviare a uno dei maggiori problemi che devono affrontare i musei per quanto riguarda la distribuzione. Consentirebbe ai visitatori di interagire con i reperti. È qualcosa che è diventato essenziale in ambito educativo.

James Marchant (ultimo anno di liceo): Dopo aver realizzato la prima scansione, ho capito che questo dispositivo sarebbe stato il modo nuovo di conservare la storia.

Rachel Tanaka (primi anni di liceo):

Lo scanner ci aiuta a digitalizzare oggetti che potrebbero andare perduti in futuro. Abbiamo visitato l’East West Center e il Museo d’arte di Honolulu, dove abbiamo scansionato reperti, li abbiamo elaborati, caricati su un sito chiamato SketchFab e ne abbiamo fornito le descrizioni. Il sito è come la galleria di un museo online. Alcuni musei nel mondo hanno i reperti accessibili online, un po’ come riusciamo a fare per i musei nelle Hawaii con gli scanner. Troviamo reperti che parlano della nostra identità, che sia un dipinto o un articolo di vestiario tradizionale.

Rachel Tanaka (primi anni di liceo): Lo scanner ci aiuta a digitalizzare oggetti che potrebbero andare perduti in futuro.

Jarron Carter (primi anni di liceo):

Mi piace molto lo scanner Artec e lo scopo per il quale lo utilizziamo. La tecnologia ci aiuta a conservare i reperti che sono simbolici e significativi per una determinata cultura o tradizione.  Ad esempio, quando siamo andati in gita all’East West Center, il mio gruppo ha avuto l’occasione di scansionare un porta bebè tradizionale della popolazione cinese dei Bai. Dopo aver scansionato il porta bebè, il nostro progetto doveva approfondire la cultura di origine dell’oggetto. Questo ha portato me e il mio gruppo all’argomento generale dei ruoli di genere delle donne in Cina durante il periodo del popolo Bai. Mi piace anche la facilità d’uso dello scanner. Ad esempio, se ti muovi troppo rapidamente o lontano dall’oggetto, lo scanner emana un suono intermittente per segnalarne l’utilizzo errato. È davvero facile imparare a usare lo scanner dopo la prima volta.

Jarron Carter (primi anni di liceo): È davvero facile imparare a usare lo scanner dopo la prima volta.

Caitlin Wright (primi anni di liceo):

La mia prima esperienza con questa tecnologia è stata quando siamo andati all’East West Center della University of Hawaii a Manoa. All’inizio ero un po’ insicura perché pensavo che la scansione sarebbe stata difficile, ma dopo aver fatto un po’ di pratica, utilizzare questa tecnologia è diventato davvero facile. Una volta tornati al campus, ho iniziato a elaborare la scansione, e anche questa fase è stata facile. La mia parte preferita in tutto questo è stata vedere il risultato finale. Mentre riuscivo a vedere l’oggetto durante l’elaborazione, sono riuscita a vederlo nella sua interezza solo dopo aver aggiunto la texture. È stato bello vedere tutti i colori, le sporgenze e le fessure sul computer. La versione digitale, in 3D, dell’oggetto è per sempre; non può essere distrutta né dall’uomo né dalla natura.

Caitlin Wright (primi anni di liceo): La versione digitale, in 3D, dell’oggetto è per sempre; non può essere distrutta né dall’uomo né dalla natura.

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